protestaStamattina, una delegazione del Cudas con la Gianna Napoleone ha voluto essere presente all’apertura del sulla sicurezza alimentare promosso dall’Asl Na2 Nord presso il Cinema Excelsior di , a cui ha partecipato anche il dell’Asl Antonio D’Amore.
Visto che il manager non aveva trovato il modo e il tempo di rispondere alla nostra lettera del 22 ottobre sul destino dell’Utic del “Rizzoli”, abbiamo voluto cogliere l’occasione di riproporre da vicino la richiesta di chiarimenti allora avanzata.

A tale scopo, il professor Gianni Vuoso, a nome del Comitato, ha avvicinato il dirigente aziendale reiterandogli educatamente e pacatamente la domanda di spiegazioni sul futuro dell’Utic e sul suo ruolo nella salvaguardia di un servizio fondamentale e irrinunciabile per l’ d’Ischia. Ma, a quanto pare non avendo gradito la missiva del Comitato, benchè egli stesso avesse sollecitato una interlocuzione diretta anche nella lettera agli ischitani e ai procidani del 7 ottobre, D’Amore con toni bruschi e infastiditi, dopo aver sottolineato di essere a Ischia per occuparsi di altri argomenti, ha sostenuto che a decidere è il e che solo se il commissario governativo deciderà di modificare il Piano ospedaliero regionale, si potrà agire di conseguenza. E ha concluso con uno stentoreo: “Io non ci posso fare nulla!”.

Vuoso ha fatto notare, poi, che mentre si stava facendo la passerella con la buona alimentazione, altrove i malati di mente sono costretti a mangiare cibo precotto per le strade e nelle pinete.
A questo punto è insorto anche il dr. Carraturo che ha negato tutto e s’è infastidito per la nostra iniziativa che stava guastando la festa. Comunque, sia pur a fatica, alla fine la risposta da D’Amore l’abbiamo avuta. Il destino dell’Utic non dipende da lui e, allo , l’unico riferimento valido resta il Piano ospedaliero di Polimeni, che prevede la soppressione dell’Unità coronarica del “Rizzoli”. Al contrario di quanto letto in una nota a firma dello stesso commissario Polimeni e del subcommissario D’Amario uscita nel pomeriggio del 14 ottobre scorso, subito dopo la grande popolare del mattino, e pubblicata sul quotidiano “Il Dispari”, nella quale veniva riconosciuta all’attuale manager la facoltà (e dunque la responsabilità) di “prevedere una Unità Coronarica nel presidio Rizzoli di Ischia”.

E’ del tutto evidente, alla luce di quanto stamattina dal generale, che erano purtroppo più che fondati i dubbi sollevati dal Cudas, e sintetizzati nella lettera allo stesso D’Amore, circa gli effetti concreti di quell’intervento di Polimeni-D’Amario, che non ha risolto nulla. E che soprattutto, al contrario di quanto avevamo pensato e auspicato nell’immediatezza della notizia, NON SALVA L’UTIC ISOLANA.

Preso atto delle dichiarazioni del manager della Na2 Nord, il Cudas è più determinato che mai a proseguire la mobilitazione sulla tutela dei livelli di assistenza e del diritto alla salute degli isolani, continuando a sollecitare risposte chiare e soluzioni concrete sulla questione Utic e su tutte le altre emergenze e priorità della sanità pubblica ai referenti istituzionali e tecnici che hanno il potere/dovere di intervenire. Quanto alla notizia, data stamattina dal direttore D’Amore, circa l’intenzione del governatore De Luca di stanziare tre milioni di euro per l’ampliamento e ammodernamento dell’ di Ischia è certamente positiva, ma non può farci accantonare e trascurare tutti gli altri fattori che fanno la differenza nella qualità dei servizi sanitari garantiti agli isolani e ai turisti. E la telefonata, arrivata provvidenzialmente durante il convegno, con cui si annunciava al manager un prossimo provvedimento per dichiarare l’isola zona disagiata, aspetta di essere confermata da atti e fatti concreti.

Per ora siamo ancora alle promesse e alle buone intenzioni, non bastano a farci abbassare la guardia! CON

Antonello Impagliazzo
Portavoce CUDAS