Comunicato stampa CUDAS – Abbiamo aspettato fino all’ultimo giorno, fino all’ultima ora utile, sempre speranzosi che almeno una delle tante promesse dispensate agli isolani dai responsabili della sanità pubblica, a Napoli e a Frattamaggiore, riuscisse a diventare realtà entro il 2016. Ma non abbiamo avuto il piacere di rallegrarci per alcuna buona novella né di ringraziare alcun referente istituzionale per il buon risultato raggiunto. In particolare, è mancato proprio il traguardo che era annunciato in diretta, davanti ad un vasto pubblico isolano, dal generale dell’Asl Na2 Nord, Antonio d’Amore, a proposito del riconoscimento di Ischia come “zona disagiata”. E dire che il massimo dell’Azienda sanitaria aveva dato per sicura ed imminente la decisione della Giunta regionale, dopo esserne informato in una telefonata intercorsa con il De Luca proprio nel bel mezzo del convegno a Ischia del 30 novembre scorso. Ma il mese trascorso con un nulla di fatto ha smentito la fondatezza di quella “imminenza”. E oggi ci costringe, come Cudas Ischia, a prendere atto, con amarezza, dell’ennesima promessa mancata.
D’altra parte, è stato l’intero 2016 l’anno delle promesse mancate, degli annunci disattesi, delle occasioni perdute.
Il 2016 è stato l’anno del nuovo Piano Ospedaliero regionale redatto dal commissario di governo Polimeni, che ha in serbo per l’ “Rizzoli” la soppressione dell’Unità di Terapia intensiva cardiologica. Per mesi, i vari esponenti regionali a cui fanno riferimento gli amministratori , hanno derubricato quella sottrazione ad un mero “refuso”, assicurando più volte che l'”errore” era stato corretto. E puntualmente, ogni volta che come Cudas abbiamo cercato la prova finale e decisiva che l’UTIC di Ischia sarebbe stata preservata, abbiamo dovuto prendere atto sia della mancanza di risposte alle nostre richieste specifiche e pubbliche sia, per ammissione dello stesso d’Amore proprio in occasione di quel convegno di novembre, che nessuna correzione è stata apportata al Piano Polimeni lì dove sopprime l’UTIC del “Rizzoli”.
Nell’incontro d’inizio settembre con lo stesso Direttore generale a Monteruscello avevamo ricevuto qualche assicurazione/rassicurazione almeno su alcuni dei provvedimenti urgenti sollecitati dal Cudas per sanare carenze e inadeguatezze gravi dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali. Ma la maggior parte di quelle assicurazioni/rassicurazioni non hanno trovato corrispondenza in atti successivi. A cominciare dall’incremento del personale paramedico, che è rimasto una chimera. Tanto più stando ai numeri che, nel frattempo, sono stati resi pubblici a più riprese da esponenti politici preoccupati, più che di risolvere i problemi oggettivi segnalati dal Cudas e dalla cittadinanza anche nelle due grandi manifestazioni di luglio e di ottobre, di annacquarli o addirittura di negarne l’esistenza. Purtroppo, le falle negli organici e le inefficienze dell’ospedale isolano, nonostante l’impegno profuso dal personale in servizio, sono lì a confermare quotidianamente che i motivi della mobilitazione popolare e dell’attività del Cudas non sono frutto della fantasia collettiva, ma una triste realtà.
E il 2016, dopo le assicurazioni fornite in periodo preelettorale dal presidente De Luca, circa una riparazione del disastro lasciato nel settore della Salute Mentale dalla gestione commissariale dell’Asl precedente alla sua elezione, non ha segnato alcuna novità neppure in quel delicatissimo campo. La chiusura della Sir, con il suo pesante corollario di sofferenza e di ingiustizia, non è stata emendata da d’Amore, né prima come commissario né ora come direttore generale dell’Asl Na2 Nord, benchè proprio lui avesse scritto nero su bianco il suo giudizio negativo su quella scelta e sull’intera gestione della Salute mentale sulla nostra isola. E in questo anno non si è riusciti neppure a garantire una riorganizzazione dei servizi capace di mettere fine alla scandalosa distribuzione di panini nel antistante Villa Romana ai pazienti del Centro diurno della quasi smantellata Salute mentale di Ischia!
Insomma, l’anno che era iniziato con l’aspettativa di una attesa e necessaria svolta, si è rivelato assolutamente deludente, anzi inutile sul fronte di risultati, anche minimi, e di segnali di cambiamento sul fronte sempre caldo dei servizi sanitari. E la maglia nera della Campania nell’erogazione dei Lea che è stata decretata in questi giorni, valutando la qualità delle prestazioni erogate dalle Regioni, non ci ha stupito, perchè a Ischia la percezione di un livello inadeguato, purtroppo, ce l’avevamo già. Con l’aggravante degli ulteriori problemi prodotti dalla condizione di insularità a cui nessuno ha posto rimedio.
Ed è per tutto ciò che non si è fatto, per queste promesse mancate, per gli impegni fin qui disattesi che il Cudas anche nel nuovo anno continuerà a segnalare, evidenziare, denunciare inefficienze e carenze e a proporre e sollecitare a chi di dovere soluzioni concrete e fatti. Con i migliori di BUON ANNO a tutti gli ischitani e l’auspicio che tutti insieme si possa, nel 2017, ottenere i risultati per cui abbiamo cominciato a lottare nel 2016!

Cordialmente

CUDAS ISCHIA