Car.BER_ scrive: “La vicenda dei lavori alla piscina comunale ed al palazzetto dello sport ha avuto un grosso eco sulla dopo le dimissioni del collaudatore ing. Arnaldo Surolli, per la impossibilità di procedere al collaudo delle stesse. L’ing. Surolli è persona seria e ritenuta uno dei maggiori esperti del settore impiantistico sull’isola d’Ischia. Lo stesso vice sindaco nel corso del del 18/11/2016 ha dato atto della serietà e professionalità del collaudatore. Ciò mi ha indotto ad esaminare con maggiore attenzione tutta la vicenda e, dopo aver ricevuto i documenti e da un primo esame degli stessi, ho rilevato criticità gravissime. Per questo ho presentato la allegata interrogazione della quale sintetizzo gli aspetti più rilevanti, attesa l’impostazione tecnicistica e di difficile lettura.
Innanzitutto, quello che mi ha meravigliato è che i lavori per contratto dovevano terminare entro 180 giorni dalla consegna ( 23/09/2015) e che la ditta appaltatrice si era impegnata finanche a terminarli entro il 31/12/2015, come previsto nella convenzione tra il Comune e la Regione Campania. Perchè sono durati così tanto? Sono ad oggi terminati? Il vice sindaco durante il consiglio ha affermato che erano in corso di conclusione. Non è una domanda di poco conto se si considera che questi due importanti impianti sono stati sottratti alla fruizione pubblica almeno dal 01/01/2016. Dalla discussione in consiglio comunale sono emersi problemi nella realizzazione dei lavori quali l’inadeguatezza dell’impianto di filtraggio della piscina ( fatto questo gravissimo per la salute di chi frequenta la struttura) , la mancata installazione di una nuova macchina di riscaldamento e raffreddamento del palazzetto dello sport, sostituita con la revisione della vecchia macchina, peraltro non a norma, l’assenza di certificazioni degli impianti, la estrema rumorosità dell’impianto di deumidificazione della piscina e la sua allocazione sulla copertura della hall della piscina senza alcuna verifica strutturale ( la macchina pesa oltre 3000 kg) ed altre riportate nella interrogazione allegata. Ho anche chiesto una verifica della coerenza dei lavori con gli obiettivi dei finanziamenti ricevuti atteso che oltre 700 mila euro riguardavano impianti solari fotovoltaici e da quanto è dato sapere il valore di tali impianti realizzati non dovrebbe superare €100.000,00 Mi sono soffermato sulla stranissima perizia di variante approvata in data 19/10/2016, quando le strutture erano già in utilizzo, chiedendo di conoscere quando i lavori della perizia sono stati realizzati, atteso che è vietato fare perizie per lavori già eseguiti.
Dallo studio della pratica emerge, come al solito, tutte le deficienze della politica di Giosi Ferrandino sulle opere pubbliche, ove la qualità delle stesse ( vedi fogne) e gli interessi dei cittadini costituiscono solo un optional.
Concordo pienamente con la petizione presentata da oltre 200 cittadini di Ischia che chiedono all’amministrazione di accertare che le condizioni di uso della piscina siano di massima per la salute e la incolumità degli avventori, molti in tenera età. Da parte mia vigilerò su tutta la problematica e mi batterò affinchè sia assicurato ai cittadini di poter fruire delle strutture con la massima tranquillità, anche perchè è speso oltre 1.5 milioni di euro e dovremmo avere un impianto all’avanguardia, invece, abbiamo degli impianti ancora senza collaudo”.
Il testo dell’interrogazione indirizzata al dirigente del dipartimento 51 02 00 – Direzione Generale per lo Sviluppo economico e le Attività produttive, dott.ssa Roberta Esposito
responsabile ObiettiviOperativi3.1. e 3.3. Al RUP Ing. Francesco Fermo; al sindaco, al e all’ AUTORITÀ NAZIONALEANTICORRUZIONE
OGGETTO: Programma Operativo – fesr Campania 2007/2013 – asse n.3 – energia obiettivo operativo 3.1 –“offerta energetica da fonte rinnovabile”. Obbiettivo 3.3 – contenimento ed efficienza della domanda”. Programma energia efficiente – piano per promuovere e sostenere l’efficienza energetica della Regione Campania. Piscina Comunale “F. Ferrandino”. Palazzetto dello Sport “F. Taglialatela”. Lavori dii ristrutturazione edilizia – opere edili ed impiantistica.

Il sottoscritto avv. Carmine BERNARDO, consigliere comunale di Ischia, con domicilio in Ischia alla via Delle Terme 3 tel 081/984521 e mob. 347/4912234, riferisce quanto di seguito.

La Regione Campania, con Delibera di Giunta Regionale n. 193 del 21.06.2013 approvava il programma denominato “ENERGIA EFFICIENTE” – Piano per promuovere e sostenere l’efficienza energetica.

Successivamente con Decreto Dirigenziale n. 332 del 99.08.2013, dall’A.G.C. 12 Generale di Coordinamento “Sviluppo Economico” della Giunta Regionale, nell’ambito del PORFESR Campania 2007/2013 veniva emanato l’avviso pubblico ai comuni aventi sede nella Regione Campania, e le loro forme associative, per la presentazione di manifestazioni di interesse per la realizzazione di interventi finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile a servizio di di proprietà dei Comuni ed alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico degli pubblici dei Comuni, emanato con – Asse n.3 – Energia – Obiettivo Operativo 3.1 – “Offerta Energetica da fonte rinnovabile” ed Obiettivo Operativo 3.3 – “Contenimento ed efficienza della domanda”.

Il Comune di Ischia con successiva Delibera di Giunta Municipale n. 83 del 17.10 2013 decretava la partecipazione, in qualità di singolo comune, all’avviso pubblico predetto per il finanziamento del progetto preliminare, redatto ai sensi del D.lgs 163/2006 e ss.mm e del DPR 207/2010 e ss. mm., e relativo all’esecuzione di un di progettazione esecutiva e realizzazione dei “Lavori di ristrutturazione edilizia – opere edili ed impiantistica: Piscina Comunale “F.Ferrandino” e Palazzetto dello Sport “F. Taglialatela”, previa acquisizione del progetto definitivo in sede di gara secondo la normativa vigente.

Con Decreto del DIP 51 DG 02 n. 271 del 17/04/2014 il progetto “Efficientamento Energetico a servizio di edifici di proprietà comunale” del comune d’Ischia è stato inserito nell’elenco delle operazioni meritevoli di finanziamento.

Il predetto progetto prevede due interventi:
O.O. 3.1- Realizzazioni di impianti solari fotovoltaici per un importo pari ad € 724.168,86;
O.O. 3.3- Interventi sull’involucro degli edifici e ristrutturazione e sostituzione impianti generali per un importo pari ad € 1.256.788,91.

Con Decreto del DIP 51 DG 02 n. 348 del 28/04/2015 l’intervento “Efficientamento Energetico a servizio di edifici di proprietà comunale Realizzazioni di impianti solari fotovoltaici” per un importo pari ad € 724.168,86 è stato ammesso a finanziamento.

Con Decreto del DIP 51 DG 02 n. 349 del 28/04/2015 l’intervento “Efficientamento Energetico a servizio di edifici di proprietà comunale realizzazioni di interventi sull’involucro degli edifici e ristrutturazione e sostituzione impianti generali” per un importo pari ad € 1.256.788,9 è stato ammesso a finanziamento.

Per la realizzazione dei suddetti interventi in data 11.06.2015 è stata sottoscritta la convenzione tra il Comune d’Ischia e la Regione Campania.

A seguito di Determina Dirigenziale n.738 del 21.05.2014, il comune di Ischia (Na) provvedeva ad
indire gara mediante procedura aperta (art. 55 ed 83 del Dlgs 163/2006) con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa per l’affidamento dell’appalto di progettazione esecutiva e realizzazione dei “Lavori di ristrutturazione edilizia. Opere edili ed impiantistica. Piscina Comunale
“F.Ferrandino” e “Palazzetto dello sport “F.Taglialatela”, previa acquisizione del progetto definitivo in ottemperanza al DDR n.117 del 07.03.2014.

L’importo complessivo del progetto posto a base di gara è pari a € 1.980.957,77, così distinti:
O.O. 3.1- Realizzazioni di impianti solari fotovoltaici per un importo pari ad € 724.168,86;
O.O. 3.3- Interventi sull’involucro degli edifici e ristrutturazione e sostituzione impianti generali per un importo pari ad € 1.256.788,91.

Tali importi sono stati ricavati redigendo il computo metrico estimativo che riporta le categorie di lavoro afferenti la realizzazione dell’opera ed i relativi prezzi desunti dal prezziario regionale e da analisi. Tra le somme a disposizione sono state previste quelle occorrenti per l’IVA 22%, quelle per spostamenti/adeguamenti degli impianti di urbanizzazione, le spese di pubblicazione del bando
di gara, le spese tecniche, gli oneri fiscali e gli imprevisti.

A seguito di gara di appalto, con Determina dirigenziale n. 481 del 09.04.2015 si è proceduto all’aggiudicazione definitiva dei lavori alla impresa RESEARCH Consorzio Stabile con sede presso il Centro Direzionale di Napoli alla Via Viale della , rappresentata dal procuratore speciale ing. Calzolari Pasquale Paolo, in qualità di Legale Rappresentante della Impresa LA.RE.FIN. S.r.l. con sede a Napoli alla Via Volpicella n. 51,C.F e P.IVA n. 055001706.

Con contratto rep. n. 5793 stipulato in data 23.09.2015 registrato a Ischia (Na) l’Appaltatore, ha assunto i lavori in oggetto per un importo di € 1.505.954,65 ( al netto del ribasso offerto del 3.60 % sul prezzo posto a base di gara di € 1.562.193.62, inclusa progettazione, oltre agli oneri di sicurezza pari a 34.694.44 e oltre IVA, per un importo contrattuale di € 1.540.649,09 oltre IVA.

Il contratto prevedeva espressamente all’art. 4 che il tempo utile per il completamento dei lavori era di 180 giorni naturali dalla data definitiva di consegna dei lavori.
In data 23.09.2015 i lavori venivano consegnati all’Impresa consorziata LA.RE.FIN S.r.l, con sede in Napoli alla via Volpicella, n.51, del RESEARCH Consorzio Stabile aggiudicatario, giusto verbale di consegna n.1 del 23.09.2015. Si fa presente che l’appaltatore nel contratto di appalto si obbligava ad eseguire i lavori in tempo utile alla rendicontazione, stabilito nella convenzione tra il Comune e la Regione per la data del 30.12.2015, in deroga ai 180 giorni previsti per il completamento dei lavori. .

Tutto ciò premesso si fa presente quanto segue:
Con nota prot. 21331 del 29/07/2016 il Responsabile Unico del Procedimento, ing. Francesco Fermo ha affidato all’ing. Arnaldo Surolli l’incarico di Collaudatore Tecnico Amministrativo dei lavori in oggetto. Questo sta significare che i lavori a tale data dovevano essere necessariamente ultimati, visto che, ai sensi dell’art. 216 comma 1, l’incarico di Collaudatore Tecnico Amministrativo viene affidato entro trenta giorni dalla data di ultimazione dei lavori. E ciò anche in coerenza con l’art 4 del contratto stipulato in data 23/09/2015 che indicava in gg 180 la durata dei lavori e l’obbligo dell’Appaltatore di eseguire i lavori in tempo utile alla rendicontazione, stabilito nella convenzione tra il Comune e la Regione per la data del 30.12.2015.

L’ing. Arnaldo Surolli, avendo accettato l’incarico di collaudatore, con la collaborazione del Direttore dei Lavori, Arch. Patrizio Costagliola ha iniziato le attività di verifica confrontandosi con i tecnici dell’Impresa esecutrice dei lavori, nonché con il responsabile della redazione del progetto esecutivo.
Da alcuni incontri informali, dalla verifica del progetto di gara e del progetto esecutivo redatto dall’Impresa La.re.fin. S.r.l., dai documenti contabili e di assegnazione dei lavori, da alcune visite in cantiere per constatare quanto realizzato anche dal punto di vista tecnico-funzionale, l’ingegnere, per una diversa visione nell’interpretazione dei documenti progettuali, contabili e di quanto realizzato e dei criteri progettuali adottati con i soggetti in campo, con Emal:arnaldosurolli@virgilio.it Barano d’Ischia del 18/09/2016, ha ritenuto opportuno rinunciare all’incarico rassegnando le dimissioni.

A seguito delle dimissioni, gli organi di informazione locali hanno riportato affermazioni dell’ing. Surolli in relazione alla conduzione dell’appalto, che meritano la dovuta attenzione da parte di tutte le autorità competenti (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale, Prefetto, ANAC, Procura della Repubblica, Procura Corte dei Conti).

Il Responsabile Unico del Procedimento, ing. Francesco Fermo, pur in presenza di un atto così grave, un mese dopo le dimissioni del collaudatore, invece di nominare un sostituto o respingere le dimissioni, con determina n. 1745 del 19.10.2016 ha approvato una perizia di variante redatta dal direttore dei lavori, che, come dichiarato nella determina, era “tesa a risolvere aspetti di dettaglio nonché a regolare gli imprevisti riscontrati durante l’attuale stato di esecuzione dei lavori”.

Su richiesta delle opposizioni in data 18.11.2016 si è tenuta una seduta di Consiglio Comunale perché fosse nominata una commissione d’inchiesta sui lavori in questione, visto le dimissioni del Collaudatore e l’approvazione di una variante, chiaramente illegittima perché approvata dopo l’ultimazione dei lavori.

In tale sede il Vice Sindaco Enzo Ferrandino ha dichiarato che i lavori non erano terminati ma che si è proceduto alla consegna parziale per quella parte di lavori completati (Il Palazzetto e la Piscina) prima dell’approvazione del Collaudo, cosa che effettivamente si è verificata, nonostante la diversa visione del Collaudatore dimissionario nell’interpretazione dei documenti progettuali, contabili e di quanto realizzato e dei criteri progettuali adottati dal Direttore dei lavori e dalla impresa esecutrice dei lavori. Il vice sindaco ha anche affermato che il Palazzetto dello sport era già stato messo a disposizione delle scuole e, dopo pochi giorni dal consiglio comunale, anche la piscina coperta è stata aperta al pubblico utilizzo.

Inoltre, poiché tra gli atti trasmessi allo scrivente, non vi è alcun verbale di sospensione lavori per consentire la predisposizione della variante, né risulta alcun verbale di ripresa lavori dopo la predisposizione della variante, con la consegna anticipata degli immobili, si ha il fortissimo dubbio che la variante sia servita a sistemare in contabilità lavori non previsti nel progetto esecutivo approvato e già realizzati all’atto della nomina del collaudatore dimissionario, violando in maniera clamorosa le norme sui lavori pubblici.

Infatti, la consegna anticipata degli impianti presuppone (art. 230 dpr 207/2010) che: a) tutti gli impianti siano stati verificati e certificati; b) sia stato eseguito il collaudo statico con esito favorevole; c) siano acquisiti il certificato di agibilità e le certificazioni concernenti gli impianti; d) siano acquisite le prove previste dal capitolato speciale d’appalto.

Se, invece, le opere sono ancora in fase di ultimazione, non si poteva procedere alla consegna anticipata degli immobili, poiché tale possibilità è consentita solo a ultimazione dei lavori e alle condizioni sopra riportate.

È bene segnalare che per i lavori in questione si è nominato un collaudatore che doveva procedere al collaudo dopo l’ultimazione dei lavori, in contrasto con quanto previsto dall’art. 215 comma 4 lett. a) e b) del dpr 207/2010 che per il caso di specie prevede il collaudo in corso d’opera, con la nomina del collaudatore, ai sensi dell’art. 216 comma 1, entro trenta giorni dalla data di consegna dei lavori.

Infatti, la lettera a) dell’art. 215 impone il collaudo in corso d’opera quando la direzione lavori è affidata a liberi professionisti, come nel nostro caso.

Inoltre la lettera b) impone il collaudo in corso d’opera in caso di lavori la cui componente impiantistica non è usuale e di particolare rilevanza, come nel nostro caso.
Infatti, gli interventi alla piscina ed al palazzetto sono finalizzati alla realizzazioni di impianti per la produzione di energia rinnovabile e per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, impianti non usuali e di particolare rilevanza che imponevano un controllo in tutte le fasi di realizzazioni da parte del collaudatore in corso d’opera.

Tutto ciò appare ancora più grave per quanto emerso dalla discussione in consiglio comunale, dai documenti consegnati allo scrivente, dalle notizie di stampa e dalle notizie apprese da varie fonti. Infatti:
Palazzetto dello sport:
Il progetto di gara ed il progetto esecutivo prevedono un impianto di climatizzazione estivo-invernale nuovo, costo stimato: circa € 360.000,00 + € 14.500,00 per alimentazione elettrica da nuovo contatore o dalla cabina del palazzetto, con pompa di calore elettrica con potenza pari a 305 kW. Nel verbale di assegnazione c’è una frase molto stana in cui compare “…..o rivamping dell’impianto esistente con a valle della batteria una pompa di calore”. L’impianto non è stato realizzato, è stata solo “pulita” l’unità esistente, che sembrerebbe non presentare nessun requisito di sicurezza in termini di “direttiva macchine” e di non essere conforme al nuovo decreto sulle unità di trattamento aria in vigore dal 01/01/2016 che contempla anche le unità di trattamento aria esistenti revisionate.
Pozzo: è stato ripristinato, anche se pare in assenza di autorizzazione regionale ( i pozzi con emungimento possono esistere solo se c’è concessione termale, altrimenti si può fare solo geotermia senza spillamento). Sembrerebbe, poi che, il sistema realizzato in centrale non permetta di avere la potenza necessaria al riscaldamento della macchina, in quanto sono inseriti in serie al sistema due scambiatori in parallelo da 80 kW e comunque il sistema potrebbe non funzionare.
Telo di copertura del Palazzetto: il telo è più corto (le catene di collegamento alla tensostruttura sono con poche maglie alla base e molto lunghe in sommità)…Il campo da gioco si è ridotto di dimensioni. I quattro ventilatori che son stati montati all’interno della struttura che devono “ventilare” il doppio telo sono stati posizionati in posti infelici senza protezione della girante e con cavo volante a pavimento, il tutto in zone molto frequentate.
I condotti in lamiera di acciaio zincato per la distribuzione dell’aria sembrerebbero essere stati ricoperti con materiali non idonei ai raggi UV.
Piscina comunale :
Per l’impianto di trattamento aria e deumidificazione (non previsto nel progetto di gara). Nel progetto di gara era previsto solo un impianto a pavimento,) sembrerebbe non esistere calcoli di dimensionamento con verifica della capacità deumidificante e della capacità di controllo dei parametri termoigrometrici interni
Per la stessa non è stata fatta nessuna valutazione dell’impatto acustico per la vicinanza di civili abitazioni (tali macchine sono sempre molto rumorose). I condotti d’immissione aria sono realizzati in lamiera di acciaio zincato. Parrebbe che i canali interni in tessuto microforati siano stati recuperati in un altro cantiere, quindi erano usati. Sembrerebbe, ancora che, secondo alcuni giudizi tecnici, il materiale usato non sia idoneo alla distribuzione dell’aria, per la presenza di superfici con asperità dove si possono annidare i batteri della legionellosi. Da un punto di vista tecnico un altro possibile problema potrebbe essere la velocità dell’aria nei canali che sembrerebbe essere eccessiva. Una velocità eccessiva crea problemi acustici, peraltro confermati dal vice sindaco in sede di discussione in consiglio comunale.
La macchina per l’impianto di trattamento aria e deumidificazione è stata allocata sul solaio di copertura della hall della piscina con opere di “placcaggio strutturale” in assenza di qualsiasi verifica statica dell’intero edificio e senza il prescritto deposito dei calcoli strutturali e del progetto all’Ufficio del genio civile. La posa di un carico permanente eccezionale in copertura comporta la verifica statica dell’intero edificio. La nuova macchina pesa almeno 3000 kg.
Impianto di filtrazione delle acque: si vocifera che sarebbe stato danneggiato nel corso della realizzazione delle opere. L’impianto di filtrazione sembra non essere a norma per una piscina pubblica di categoria “C”. Per abbattere le sostanze inquinanti che pervengono nelle vasche l’impianto di trattamento deve essere dimensionato imponendo un tempo di riciclo massimo (tempo necessario al trattamento dell’intero volume V d’acqua in vasca) pari a quattro ore, in accordo a quanto stabilito dalla norma UNI 10637 (che impone un tempo max. di riciclo pari a ore 4 per vasche di tipo C). L’impianto esistente pare abbia una portata totale pari a 84 m3/h. Essendo il volume della vasca pari a non meno di 500 m3, il tempo di ricircolo è pari a circa 6 ore. Ciò comporta anche un ritardo per il riscaldamento (cosa che negli ultimi tempi si verificava, in quanto il pozzo ha perso almeno 10°C). Dalle notizie che circolano, risulta che è stato rimontato il vecchio impianto con il filtro grande danneggiato rattoppato. Anche gli impianti elettrici pare abbiano problemi, poiché sembrerebbero non esistere, per le due strutture, né progettazioni ne certificazioni.

E’ da evidenziare, ancora, che gli impianti solari fotovoltaici realizzati sarebbero ben poca cosa se si considera l’importo finanziato per la misura 3.1 di € 724.168,86. Il valore dei pannelli fotovoltaici non dovrebbe superare € 100.000,00

La situazione creatasi ha determinato una forte preoccupazione nella popolazione locale sullo stato di sicurezza degli impianti sportivi oggetto dei lavori. Con nota del 25/11/2016, acquisita al protocollo dell’ente al nr. 33800, oltre 200 genitori chiedono che l’apertura avvenga in presenza di tutte le certificazioni di sicurezza e di agibilità necessarie per lo svolgimento delle attività sportive in piena sicurezza.
Alla luce di quanto rappresentato ed esposto si invita:
il dirigente del dipartimento 51 02 00 – Direzione Generale per lo Sviluppo economico e le Attività produttive della Regione Campania dott.ssa Roberta Esposito
a verificare la piena corrispondenza delle opere realizzare con gli obiettivi perseguiti dalle misure 3.1 e 3.2 sopra riportate e, in particolare, se l’importo modesto degli impianti fotovoltaici realizzati è coerente con tali obiettivi:
a verificare se le numerose irregolarità sopra denunciate, in uno alle dimissioni del collaudatore tecnico amministrativo, impongono e richiedono un intervento della struttura regionale in forza della convenzione stipulata e delle altre norme sulla gestione e realizzazione di finanziamenti pubblici.
Il RUP ing Francesco Fermo a riferire quanto di seguito:
Per quali motivi i lavori non sono stati ultimati in tempo utile alla rendicontazione, stabilita per la data del 30.12.2015 nella convenzione tra il Comune e la Regione, anche in considerazione dell’impegno dell’appaltatore assunto all’atto della sottoscrizione del contratto in deroga ai tempi previsti nel capitolato e nel contratto di appalto ( 180 giorni);
quali sono i motivi che hanno spinto il Collaudatore a dimettersi;
se si è proceduto alla sostituzione del collaudatore dimissionario;
se i lavori previsti nella variante approvata il 19/10/2016 sono stati eseguiti ed in quale data;
Se la consegna anticipata e parziale dei lavori del Palazzetto e della Piscina è avvenuta nel rispetto di quanto previsto dall’art. 230 comma 1 e 2 del dpr 207/2010 e cioè: se sia stato eseguito con esito favorevole il collaudo statico; se sia stato tempestivamente richiesto il certificato di agibilità per i fabbricati e le certificazioni relative agli impianti tutti ivi compreso quello di filtraggio della piscina; se siano state eseguite le prove previste dal capitolato speciale d’appalto; se sia stato redatto apposito stato di consistenza dettagliato, da allegare al verbale di consegna del lavoro.
Se è obbligatorio ai fini della consegna anticipata, che l’organo di collaudo verifichi l’esistenza delle condizioni sopra specificate nonché ad effettui le necessarie constatazioni per accertare che l’occupazione e l’uso dell’opera o lavoro sia possibile nei limiti di sicurezza e senza inconvenienti nei riguardi della stazione appaltante e senza ledere i patti contrattuali;
Se corrispondono a verità tutte le disfunzioni e le criticità nella realizzazione dei lavori sopra indicate
Invita e diffida i destinatari della presente a compiere gli atti del loro ufficio nel termine di giorni 30 dalla ricezione della presente e/o a comunicare nel medesimo termine i motivi del diniego e del ritardo preavvertendo che in mancanza sarà presentata formale denuncia querela per il reato ex art. 328 II comma cp.
Alla Autorità Nazionale Anticorruzione la presente è inviata quale segnalazione di grave irregolarità per contratti di lavori pubblici.
Ischia il 05/12/2016
Avv. Carmine Bernardo