di Ennio Anastasio
Virginia Raggi non è riuscita mai a diventare per davvero il di Roma. Eletta al ballottaggio con oltre il 67 % dei voti, quindi con un indiscutibile successo, ha decisamente perso quota in pochi mesi scendendo giù in picchiata come un aereo che si avvita su sé stesso: il caso Marra, il clima di diffidenza reciproca all’interno dei pentastellati, ed ancora, il rifiuto a Malagò per le Olimpiadi di Roma 2024 , la gogna mediatica del “frigo-gate” per gli ingombranti nelle strade di Roma, il nuovo stadio che si fa o non si fa a Tor di Valle, con le torri o senza, condito dal #famostostadio di Totti sul suo profilo twitter . Non possiamo far finta di non capirne il motivo quando apprendiamo da una ricerca del “Sole 24 ore” che la stessa Raggi si è posizionata penultima nella classifica di gradimento dei Sindaci d’Italia raccogliendo ad oggi la metà delle preferenze degli stessi cittadini che pochi mesi prima la acclamavano con convinzione. Qualcosa di simile potrebbe accadere proprio al nuovo del Comune di Ischia, quello che andremo ad eleggere tra poco più di due mesi e non si tratta di un discorso basato solo sulla popolarità o sul consenso ma di un punto preciso: un politico, un buon politico, deve rendere conto dei risultati scaturenti dalle sue azioni ed ovviamente l’interpretazione dei risultati è affidata all’elettorato che sta lì a guardare o meglio ad aspettare che qualcosa si muova, che quindi si producano effetti nell’immediato ma anche una serie di azioni che nel medio periodo producano risultati atti a gratificare quel voto che è richiesto per governare. Quello che stiamo osservando ad Ischia, nel Comune d’Ischia, in particolare negli ultimi quindici giorni, è quella parte di politica che piace sempre meno alla gente, a cominciare dalla scelta di un candidato a che non è mai definito proprio perché i giochi e le alleanze, gli accordi e i compromessi sono ancora in ballo e quindi molto probabilmente ci troveremo come corpo elettorale a dover scegliere, almeno da un lato, qualcosa di “già scelto”, forse l’unica persona da presentare dopo il “no grazie” di alcuni ai quali si è bussato alla porta forse per necessità o forse per bluff. Già, stiamo parlando di quella politica che è veramente distante dalle reali necessità delle persone,molto attenta a tutelare la sua immagine di facciata e non certo quella che nasce dall’impegno e dalla passione sociale, quella che spinge a volersi mettere in gioco, a spendere una parte della propria giornata, una buona parte di essa, al servizio del bene comune e quindi della collettività.
Dov’è il progetto politico e i punti programmatici ?
Il Comune di Ischia non è quello di Roma, certo, ma anche Ischia presenta una realtà complessa, estremamente legata ad un flusso turistico nazionale ed internazionale di enorme portata al quale si associano una serie di problematiche sia di che di convivenza sul territorio. Governare il Comune capoluogo non è cosa da poco e chi si appresta a farlo deve dimostrare di avere idee chiare in merito proprio perché si pone alla guida di un grosso aereo pronto a decollare con a bordo migliaia di persone, quelle stesse che avvertono l’assoluta necessità di sentire che il timone è stretto nelle mani di qualcuno che sa esattamente quello che fa. Ora, al di fuori di ciò che trapela sui giochini e la “conta della quadra”, ci si dica: dove possiamo trovare notizie di un programma che al nostro leggere potrà apparire ricco di cose giustissime, condivisibili, ma forse alcune anche da cestinare? ecco cosa realmente manca ad appena 60 giorni dal voto elettorale. Manca il lavoro che un buon amministratore dovrebbe porsi come il primo gradino da affrontare: cercare consenso o meglio costruire consenso intorno alle idee sulle quali intende lavorare per il paese, punto. In altre parole bisogna lavorare per farsi seguire, bisogna affrontare la fatica di costruire un consenso intorno a sé stessi e ciò può avvenire soltanto con un programma che bisogna gridare a voce alta. Cosa sappiamo del nuovo terminal per mezzi veloci ad Ischia? andremo avanti col rattoppato “pontile 2” di Italia ’90 ? non avremo mai una nuova , leggera, gradevole nell’aspetto e di stile mediterraneo, a basso impatto, dopo l’archiviazione del vergognoso progetto di “Nessie”, il mostro di Loch Ness con il quale si voleva infliggere una ferita profonda alla bellezza naturale del porto d’Ischia ? allora lo si dica, almeno compreremo un nuovo ombrello per ripararci dal sole e dalla per i prossimi anni a venire avendo cura di stare alla larga dai turisti. Cosa farà il nuovo Sindaco di Ischia per la vergogna che viviamo da dodici anni tenendo ancora in vita un campo di container che servono da rifugio agli sfollati della frana di Monte Vezzi mentre la stessa Onu chiede all’Italia di smantellare i campi Rom ed arrivano nello stesso tempo le sentenze dei tribunali di Roma sull’aspetto discriminatorio e illegittimo di tale mantenimento? di cosa parliamo quando utilizziamo il termine “equità sociale” ed abbiamo dei nostri cittadini, sfortunati nella vita, a dover vivere quella parte che ne rimane, “oltre il muro” di via Foschini ? Cosa si farà per quella parte del , ridotto a rione mercatale, altro che Centro Congressi e del turismo prestigioso; il grande e sano progetto della “cittadella” di Ischia sarà almeno in parte recuperato? saranno destinati dalla nuova giunta dei fondi per una destinazione di qualità a tale struttura, anche in onore di chi ha avviato con lungimirante convinzione un’opera futuristica quale volano di economia per la nostra isola,oppure continuerà ad essere considerato il luogo di assedio dei “bancarellari”, dove il miglior risultato sarà quello di comprare uno slip al di tre euro? assisteremo ad interventi strutturali per il pontile aragonese, immenso patrimonio artistico e culturale, il cui unico arco, noto come “la corrente” rischia seriamente un danno irreparabile a breve; non bastano le spesse lastre di piperno dei parapetti crollate in per le quali nulla si è fatto per recuperarle?
Convincere con pochi punti di buon senso o l’aereo precipiterà
Un Sindaco deve formare la propria squadra e con quella deve governare la sua città attuando il programma condiviso e votato dagli elettori nelle urne. Così come è vero che il non può essere un gioco di specchi è altrettanto vero che la scelta del nome è importante. Dunque sfatiamo sin dall’inizio le ingenue affermazioni di taluni per i quali non è fondamentale indicare il nominativo portante di un gruppo o di un altro perché la forza vincente è soltanto la squadra. Viviamo nell’epoca dei leader e forse del ruolo spropositato che ad essi viene assegnato, lo sappiamo bene, così come sappiamo che in vi sono dei partiti a sostegno di diversi consiglieri comunali anch’essi eletti dai cittadini. Un leader di un gruppo, ad un futuro Sindaco, è come un fiammifero al sole : si brucia al primo errore: perde consenso, comincia ad essere un aereo in stallo con il pericolo di puntare il muso verso il basso. Tutto ciò può essere evitato con una classe dirigente valida e la scelta di quelle persone, sulle quali pesa una responsabilità collettiva, è proprio nelle mani di un nome: quello che appunto forma la squadra, un nome che comprenda durante il suo percorso, quale sia la cosa migliore da fare, che premia un team di collaboratori vincenti per non bruciarsi al primo sole, con appunto la saggezza di un vero leader. Non bastano attestazioni di buona volontà, abbiamo bisogno di leggere un programma e di credere che la politica possa essere ancora qualcosa di bello e di pulito da associare alle persone che si presenteranno al nostro voto e al nostro slogan : “nonostante tutto io tifo per Ischia”.