di Ennio Anastasio
Va premesso, in primo luogo, che il contrassegno disabili, rilasciato dal proprio Comune di residenza, è uno strumento valido e utilizzabile su tutto il territorio nazionale ed europeo,con modalità di applicazione che, seppur cambiano da città a città, non devono comunque arrecare in alcun modo degli ostacoli o disagi alla libera mobilità dei disabili come appunto prevede la normativa nazionale ed europea. L’orientamento giurisprudenziale è molto fermo sul punto: ” le zone ZTL non devono costituire per alcun motivo una barriera architettonica per le persone diversamente abili “. Dunque, da alcuni giorni anche i varchi delle zone ZTL nel Comune di Ischia, a quanto sembra ben otto, sono stati dotati di telecamere che registrano le targhe di chi transita nell’area sottoposta a controllo. L’innovazione introdotta dall’ ha comunque penalizzato i portatori di handicap nel transito delle zone ZTL, in quanto nel modello H da presentare agli uffici incaricati, si prevede l’inserimento di un’unica targa, vietando tassativamente l’indicazione di una seconda targa, ossia di un secondo veicolo che potrebbe essere al servizio della persona invalida che rivolge l’istanza. L’ufficio della polizia municipale alle rimostranze degli istanti comunica che in caso di sostituzione auto bisogna comunicare tempestivamente quella mattina (o pomeriggio?) la targa del veicolo a servizio del portatore di handicap che effettuerà il transito in sostituzione dell’altro in modo da poter aggiornare il sistema. Un sistema, al di fuori di ogni velleità, alquanto farraginoso che inevitabilmente invita a porre delle domande : chi assicura, che dopo la variazione, il sistema sarà aggiornato nuovamente con la precedente targa e in quanto tempo ciò sarà operativo in modo da non multare il veicolo autorizzato come da istanza presentata ad “unica targa”? se il portatore di handicap dovesse transitare all’improvviso di notte e l’auto autorizzata non è disponibile per vari motivi ( mancanza del conducente in quelle ore, guasto di quella vettura, ecc.) chi sarà addetto a ricevere segnalazioni nelle ore notturne e cambiare prontamente il sistema per abilitare il nuovo “pass” alla nuova targa da segnalare ed a servizio della persona invalida? a queste domande si aggiunge la riflessione che il sistema elettronico, le nuove tecnologie, devono rappresentare per tutti un avanzamento di civiltà ma soprattutto hanno il compito di semplificare le regole del viver e non quello di alzare barriere, proprio quelle che vanno buttate giù con decisione quando bisogna permettere una vivibilità decorosa e più agevole alle persone che risultano, purtroppo, più sfortunate nella vita.
Cosa chiediamo all’?
La richiesta è semplice e di facile attuazione: la possibilità di poter indicare ed ottenere un “pass” che sia valido per almeno due autovetture che siano a servizio della persona diversamente abile e quindi l’inserimento di due targhe. Dunque concedere alla persona invalida una possibile alternativa dettata dai motivi prima elencati, questo è quanto. D’altronde la possibilità di comunicare due targhe è una soluzione già adottata in molti altri Comuni italiani come ad esempio quello di Firenze di alta portata turistica o ancora quello di Imola che proprio con le auto ha attribuito al suo nome un significato particolare. Siamo ancora lontani, almeno ad Ischia, dalla procedura di un chip elettronico per i varchi, da inserire nel contrassegno di portatori di handicap che possa essere letto direttamente dai rilevatori collocati nei varchi di accesso delle ZTL, ma possiamo comunque avanzare insieme adottando delle soluzioni, cittadini e Amministrazione, nel solco tracciato da una importante sentenza della Corte di Cassazione (n. 719/2008) “La persona invalida,dunque, può servirsi del contrassegno per circolare con qualsiasi veicolo in zone a traffico limitato, con il solo onere di esporre il contrassegno, che denota la destinazione attuale dello stesso al suo servizio, senza necessità che il contrassegno contenga un qualche riferimento alla targa del veicolo sulla quale in concreto si trova a viaggiare”.
VARCO –Piazzale Trieste e ritorno : un’isola spaccata a metà
Diversi anni addietro l’Amministrazione guidata dal Sindaco Giosi Ferrandino decise di chiudere, in via sperimentale, il transito veicolare dal Palazzo Reale al piazzale del Redentore. Fu una scelta capotica, caotica e impopolare che non pochi disagi e conseguenze arrecò alla cittadinanza e non solo a quella del Comune capoluogo. L’isola fu spaccata a metà e basta sfogliare alcuni quotidiani dell’epoca per rivedere le foto delle centinaia di cittadini scesi in strada per dire “NO” ad un così drastico provvedimento mirato alla chiusura di quei duecento metri di strada, così fondamentali da rendere la vita quasi impossibile ad un’intera comunità. Comunità, che ieri come oggi, ha necessità di raggiungere gli scali di imbarco, perché, ricordiamolo bene, siamo un’isola, che vive di porti,di navi e di orari ad essi collegati e non abbiamo altra strada se non quella del per raggiungere la .
Oggi ritorniamo agli stessi errori del passato, o quasi, perché l’attuale Amministrazione ha deciso di chiudere come zona ZTL il tratto di via Iasolino che da antica Reggia arriva a piazzale Trieste con i varchi n.1 e n.2 con decorrenza dal 10 Agosto corrente. Gli orari di accesso permettono infatti un transito limitatissimo che va dalle ore 7 del mattino alle 10,30 e dalle ore 16,00 alle 17,00 e per la restante giornata parliamo invece di una zona quasi da considerarsi pedonale. E’ vero, possono accedere al varco i servizi pubblici di linea, le dell’, i veicoli dell’amministrazione comunale, i veicoli a servizio portatori handicap, i motocicli a due ruote,i mezzi di soccorso. Siamo tutti d’accordo, per carità, ad avere una migliore vivibilità e meno traffico nei centri storici, ma bisogna fare alcune considerazioni su tali orari imposti e che forse portano a far pendere la bilancia solo da un lato. Un vero popolo in movimento che deve affrontare la via del mare ogni giorno, fatto di persone che guadagnano il loro stipendio in terraferma, di pendolari storici,di medici, di professionisti, di studenti che devono raggiungere gli Atenei ad orari ben rigidi, si trovano in seria difficoltà perché la barriera, quella che ti guarda con l’occhio di una telecamera non conosce distinzioni e motivazioni. Ma è giusto considerare quel tratto di strada portuale quale è via Iasolino da Piazza antica Reggia al vecchio platano, al pari di una centralissima strada fortemente accorsata per la presenza di negozi e locali, al punto tale da limitarne quasi del tutto l’accesso in entrambi i sensi? Quali sono le conseguenze di coloro che già da adesso sono costretti ad imbarcarsi con gli aliscafi delle prime ore del mattino? e parliamo di due orari fondamentali di imbarco : 6,30 e 6,45 per raggiungere in tempo i posti di , gli uffici, i tribunali; ma se il transito è consentito soltanto dalle 7 del mattino in quella zona ZTL, quale sarà la soluzione?
compilare il modello con deroga P : “eventuali casistiche residuali da valutare a seguito di una preventiva istanza” ( sperando di far valere le proprie ragioni) fino a quando crolleranno al suolo le scrivanie del Comando di polizia municipale per il peso accumulato, oppure lanciarsi in fretta con l’auto sulla pericolosa sopraelevata tentando di giungere in tempo al porto per l’imbarco?
Cosa chiediamo all’Amministrazione?
E’ proprio vero che gli incidenti sono la cosa più democratica che esista al mondo: possono succedere a tutti, al malvivente che scappa in auto inseguito dalle Forze dell’ordine così come allo studente che quella mattina su quella stessa strada è diretto all’Ateneo per laurearsi e trovare un pò di spazio in questo difficile mondo del lavoro. Questa Amministrazione ha il compito di non ricadere negli errori del passato e può evitare che un flusso incontrollato di auto si immetta per forza maggiore ed in entrambi i sensi, su quella che da tempo è definita la “strada della morte”, proprio quella dove si raggiungono velocità pazzesche, dove gli autovelox sono un qualcosa che esiste solo su Marte, dove la protezione con un guard rail è troppo da poterla richiedere. Una maggiore flessibilità di accesso al varco di Via Iasolino è tollerabile ed è la risposta più sensata da dare per il transito su questa arteria fondamentale. Anticipare di almeno un’ora l’apertura in mattina per consentire l’imbarco e concedere qualche ora in più nelle ore pomeridiane vorrebbe dire ascoltare la gente ed avere la giusta dimensione del luogo. D’altronde, come si sa bene, ogni innovazione può creare delle difficoltà, l’importante è costruire bene le regole dello stare insieme e noi abbiamo fornito degli elementi di lettura, ora non possiamo che rimanere in attesa di un concreto contributo.