Una delle strade più eleganti dell’isola, in pieno centro urbano, vive ancora una situazione cartellonistica da medioevo con strutture malconce, arrugginite e taglienti. di Ennio Anastasio

Ischia, corso : cartelloni pubblicitari arrugginiti e pericolosi Una delle strade più eleganti dell’isola, in pieno centro urbano, vive ancora una situazione cartellonistica da medioevo con strutture malconce, arrugginite e taglienti. di Ennio Anastasio Sfrangiati, rovinati, arrugginiti e pericolosi : una volta erano i cartelloni pubblicitari del di Ischia, e purtroppo lo sono ancora adesso, ma per fare brutta mostra di loro, viste le condizioni in cui versano. Guardandoli, la prima cosa che ti balza in testa è che non ti trovi in una periferia, la più remota e disabitata di un agglomerato urbano qualsiasi, ma invece sei proprio in corso , una delle strade più belle e curate dell’intero Comune, tanto da essere oggetto, nello scorso mese di Luglio, di un’ordinanza di divieto per l’asciugatura dei panni da balconi che su di essa si affacciano. ” Una consuetudine che risulta in contrasto con il decoro dei centri storici in un Comune ad alta vocazione turistica” aveva ribadito il alle diverse e vivaci polemiche che si erano ben presto sviluppate; un divieto ritenuto necessario per tutelare il decoro urbano, che giungeva nel bel mezzo della scorsa estate, ovviamente corredato da sanzioni amministrative per i trasgressori fino a 500 euro. Eppure, quei cartelloni, arrugginiti e malandati, così tanto da avere i bordi del telaio sfrangiati e aguzzi, sfidano il tempo, e tutto quello che negli anni è migliorato tutt’intorno, fino al punto tale da divenire un rischio per la pubblica incolumità. La parte orizzontale ed inferiore della , talmente corrosa dal processo di ossidazione, nel tempo si è dissaldata e, quando non ricoperta dai manifesti che vi vengono attaccati, risulta particolarmente tagliente e pericolosa anche perché, tali parti corrose sono poste ad un’altezza dove anche un bambino, nella sua ingenuità, potrebbe urtare,ferendosi gravemente. Il taglio di un ferro arrugginito non è da sottovalutare, così come non è plausibile che ciò possa avvenire su di un marciapiedi che dovrebbe essere, per sua natura, un luogo maggiormente protetto per i pedoni. Impattanti e sgradevoli, veri totem fissi del degrado Ripulire le strade dalla bruttezza, dovrebbe essere uno dei principali compiti di ogni amministrazione , anche perché, banalmente, un luogo, una città più bella, più pulita, attrae turisti e migliora, in genere, la qualità della vita di ognuno di noi. Una liberata da vecchi e deturpanti totem acquista un enorme vantaggio estetico per non parlare poi di quanto sia positivo il feedback in di immagine del territorio. Nel succedersi degli anni, via e corso , hanno vissuto una sorta di rinnovamento, non soltanto per l’intervento dell’ pubblico che ha provveduto a pavimentare quasi tutti i marciapiedi ma anche per una decisa azione manutentiva e rinnovativa dei proprietari dei diversi negozi e abitazioni che insistono lungo queste due importanti strade di notoria eleganza, accorsatissime nei periodi della stagione turistica estiva e luogo di eventi importanti anche durante il periodo invernale, in particolare l’evento natalizio. Ma quelle vecchie strutture, color ruggine, in disarmonia con l’intero contesto, sono ancora utilizzate per le affissioni, anche se, in alcune parti, sembra esserci rimasto solo lo scheletro e un pannello traballante. Pragmaticamente, servirebbe una soluzione di buon senso, e trasferire qualche pezzettino di quell’enorme furia di cambiamento e di novità che impazza nella costruzione di una nuova degli Eroi, appena poco distante, su quei vecchi cartelloni, che il tempo e l’incuria hanno reso sgradevoli e cadenti ,che ti sferrano un pugno negli occhi, così come fa un vecchio pugile che ha accusato tanti colpi ma che non molla mai, almeno fino a quando è in piedi e cerca di combattere ancora qualche round. Ogni comunità bada a quanto viene fatto realmente sul territorio, con una particolare sensibilità a ciò che, con immediatezza, ricade sulla vivibilità quotidiana. Forse, chissà, anche per quel pugile, quel vecchio pugile, è giunto il momento di un’attenzione particolare.