LIBERE CONSIDERAZIONI – ISCHIA-  I sindaci, ancora una volta, dicono “no” a Ghirelli. Vogliono vederci chiaro in quello che si preannuncia come un altro grande disastro amministrativo. Più volte abbiamo parlato delle situazioni al limite della legalità nelle quali vive la soc. EVI amministrata da Ghirelli, l’amico di . La società EVI è stata posta in liquidazione fino dall’anno 2008. Sì, avete capito bene, da oltre 11 anni, e nonostante lo di liquidazione, continua ad operare come una società in bonis. E’ il caso di ricordare che le società in liquidazione possono solo fare operazioni dirette a liquidare il patrimonio e pagare i . Invece, la soc. Evi compie operazioni, che nulla hanno a che vedere con la liquidazione. Rifà la pianta organica con aumenti di livelli; acquista ed assume nuovi , come se nulla fosse, continua nella scellerata gestione, che ha condotto allo prefallimentare la società partecipata. Risulta, poi, che, non si sa come, ha anche stipulato accordi con la per gestire gli impianti ex casmez sparsi sul territorio isolano. Come abbia fatto la a stipulare questo accordo è un mistero e diversi regionali si stanno interessando con possibili ed imprevedibili sviluppi. La soc. Evi presenta al 31/12/2017 un patrimonio netto negativo di oltre 3 milioni di euro. Sì, avete capito bene. Nonostante le costosissime tariffe idriche, che hanno imposto agli ischitani, nonostante che incassano per servizi che non rendono (vedi la depurazione), hanno un bilancio così negativo che imporrebbe di portare i registri in tribunale per il fallimento. Ma la situazione sembra ancora più grave di quella che emerge dal bilancio. I revisori dei conti dell’EVI sospettano che il deficit patrimoniale sia molto, ma molto superiore agli oltre 3 milioni di euro contabilizzati. I sindaci con la loro del 19/01/2019 mettono quasi in dubbio la posta crediti indicata in bilancio ed ammontante ad oltre 10 milioni di euro, aumentata in poco tempo di circa due milioni di euro. C’è qualcuno che riferisce che i crediti reali che l’Evi possa incassare non superino i due milioni di euro. Se così fosse, lo sbilancio patrimoniale da ripianare da parte dei comuni sarebbe di oltre 11 milioni di euro. E chi pagherà questa stratosferica ? I comuni in percentuale alla loro partecipazione all’EVI e cioè il per il 36% e così via gli altri comuni. Una bomba finanziaria che porterebbe sicuramente al dissesto dei comuni, che già sono enti sgangherati per le sprecone degli amministratori. Cosa fare? Ovviamente non lo sanno neppure i sindaci, che al momento non si presentano alle assemblee indette dal Ghirelli, per la revoca della messa in liquidazione e, non sapendo che pesci prendere, rimandano sempre. Che Dio ce la mandi buona con questi soggetti!