comunicato – CUDAS – Ischia 22 – Ad oltre venti giorni dal recapito della nostra letCotera indirizzata al dell’ Nord, e per conoscenza al della Giunta De Luca, prendiamo atto che il dottor Antonio d’Amore non si è degnato di dare una risposta al Cudas sul futuro dell’Utic del “Rizzoli”.
Da lui ci aspettavamo chiarimenti ai dubbi nostri e di tanti cittadini isolani a proposito della nota inviatagli dal commissario ad acta Polimeni e dal subcommissario ad acta D’Amario a poche ore dalla grande manifestazione popolare del 14 ottobre, con la quale veniva trasferita proprio in capo all’attuale manager tutta la responsabilità di “prevedere una Unità Coronarica nel presidio Rizzoli di Ischia”. Auspicavamo, come Cudas, che d’Amore ci rassicurasse una volta per tutte sulla reale capacità dell’Asl di dare seguito a questo mandato di Polimeni, nonostante il Piano ospedaliero non sia emendato rispetto al taglio dell’Utic isolana come d’Amore aveva invece spesso sollecitato. E ci aspettavamo che il generale ci illuminasse sulle discordanze che emergono tra il Piano ospedaliero regionale e l’Atto aziendale recentemente licenziato proprio in riferimento alla configurazione dell’Utic rispetto al sistema dell’ cardiologica delineato da Polimeni.
Tutte questioni nodali per il futuro dell’assistenza sulla nostra , dunque di interesse primario per la cittadinanza, sulle quali prendiamo atto che il manager d’Amore non ha voluto fornire né chiarimenti né risposte circa le reali intenzioni dell’Asl in merito alla sopravvivenza dell’Utic. Un silenzio che stride fortemente con la disponibilità manifestata dal direttore d’Amore, pochi giorni prima la manifestazione di ottobre, a rispondere alle richieste dei cittadini isolani. Evidentemente, la disponibilità a rispondere vale solo per le mail individuali e non per la lettera di un Comitato di cittadini che tra luglio e ottobre è stato in grado di mobilitare migliaia di persone sui temi del Diritto alla salute e dei livelli di assistenza sulle !
Tuttavia, proprio per il rispetto che dobbiamo a quelle persone e alle questioni vitali per cui siamo scesi in , come Cudas continueremo a porre domande, a esplicitare dubbi, a evidenziare carenze e inadeguatezze, a presentare proposte com’è nel nostro diritto/dovere di cittadini. Alla dirigenza dell’Asl e a qualunque altro referente con il dovere istituzionale di dare risposte, di sciogliere dubbi, di risolvere i problemi, di migliorare la qualità dei servizi pubblici. Non sarà certo la mancata risposta a una raccomandata a consegnarci al silenzio!
Antonello Impagliazzo
Portavoce Cudas.