comunicato stampa- Riceviamo e pubblichiamo-OGGETTO: esposizione problemi porto dell’isola d’Ischia, nel golfo di Napoli, e situazioni di emergenza

Spett.Le Corte di giustizia dell’Unione europea,

Con la seguente lettera si ritiene necessario porre fine ad alcune situazioni trascurate da anni, relative al porto principale dell’isola d’Ischia, nel golfo di Napoli.

I problemi che affliggono tale bacino sono legati alla cattiva, insesistente secondo alcuni, manutenzione dell’area.

L’isola dispone di due pontili in legno, posizionati al centro del bacino ed a poca distanza tra loro; uno di essi, denominato pontile Italia ’90 n.2, è stato interdetto da diversi anni all’utilizzo, a causa di vistose inclinazioni e cedimento.

L’altra struttura, pontile Italia ’90 n.1, è ancora a disposizione dei mezzi veloci ma è inagibile in vari punti, a causa di cedimenti simili a quelli della struttura su richiamata, è instabile ed è stato oggetto di vari interventi mai risolutivi, improvvisati per non far diventare il problema di dominio pubblico.

Non esistono altre strutture per le operazioni dei mezzi veloci, se non la cd.banchina del Redentore, nelle immediate vicinanze del pontile n.1, quello oggi utilizzato. La banchina può ospitare soltanto alcuni mezzi, quelli che hanno una scaletta a poppa, mentre i natanti di vecchia generazione hanno problemi per l’ormeggio.

 

Le navi traghetto, classiche e ro/ro, utilizzano la cd.banchina Olimpica, posizionata a sinistra del porto; le attuali disposizioni consentono l’approdo di tre mezzi. In passato veniva utilizzato un secondo scalo per le situazioni di urgenza, denominata banchina dello scivolo; il molo dispone di tre bitte ed attualmente è un mero ormeggio notturno, con divieto di sbarco e di imbarco dei veicoli, così come voluto con ordinanza n.30 del 03/02/09 del Comune d’Ischia.

Tale provvedimento è in contrasto con le necessità del porto, in relazione a situazioni meteo avverse ed a ritardi che potrebbero accumularsi per situazioni di urgenza, ma è la strategia per interdire lo scalo a tutela di un numero ridotto di residenti ed in spregio al diritto di mobilità territoriale, visto come accesso all’ormeggio in tempi utili ed in situazioni di sicurezza.

 

Terza situazione che Vi presentiamo è quella della biglietteria delle navi traghetto, ossia la Stazione Marittima posta lungo la banchina Olimpica; la pavimentazione interna è del tutto danneggiata, determina rovinose cadute alle persone, specie quando piove. Interventi semplici potrebbero sistemare le attuali condizioni.

 

Il quarto disastro è la riva destra del porto, non adibita ad ormeggio navi e mezzi veloci di linea, ma adoperata per i giri turistici di alcune piccole navi e per barche, yatch ed altri mezzi privati. Con l’alta marea si allaga totalemente l’area ed i residenti hanno difficoltà a spostarsi, necessitando di equipaggiamenti all’uopo. Molte promesse dell’amministrazione comunale per questo handicap, ma nessuna soluzione definitiva ed Ischia sembra Venezia.

Il quinto rompicapo da mostrare è la mancanza di servizi di monitoraggio dei mezzi di linea, in relazione alla scarsa presenza di soluzioni di emergenza in condizioni meteo sfavorevoli. Occorre conoscere quali navi si fermano in un tilt generale e disporre di quelle in navigazione per collegare le tre isole del Golfo di Napoli (Procida, Capri ed Ischia) studiando tragitti e porti d’urgenza per limitare i tempi della tratta marittima, disponendo altresì di un efficiente sistema comunicativo tra gli enti marittimi (Capitaneria di Porto di Napoli, i diversi Circomare e Locamare) per raggiungere i porti d’imbarco in tempo. Bisogna anche computare i veicoli ed i passeggeri rimasti a terra per l’imbarco su eventuali motonavi che, anziché fermarsi, effettuerebbero delle rotte eccezionali su un braccio di mare più piccolo e sicuro (Ischia/Procida e viceversa, Ischia/Procida/Monte di Procida e viceversa, Sorrento/Castellammare di Stabia e viceversa).

Sperando che leggerete con accuratezza quanto esposto, chiediamo di valutare al più presto le strutture portuali presenti.

Cordialmente,

Salvatore

Questa lettera è stata tradotta in inglese ed in francese perché leggibile da Presidenti diversi