di Ennio Anastasio

 

Ad inizio consiglio , proprio quando nelle stesse ore si celebrava a Trento il funerale del giovane giornalista Antonio Megalizzi, ucciso nell’attentato di Strasburgo, nessuna richiesta è stata avanzata dalla giunta di maggioranza e di opposizione per dedicare un minuto di silenzio e di raccoglimento. Il consiglio, durato circa due ore, si chiude con un  “comizio” di Gennaro Savio anche su alcune argomentazioni come le Ztl e le  multe dei vigili in strada, per nulla in programma all’ordine del giorno

di Ennio Anastasio

Un consiglio comunale dimostratosi, purtroppo, per le sue conclusioni, ben al di sotto delle aspettative che si erano prospettate in relazione all’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno da parte della minoranza. Il problema traffico, la riva destra con l’acqua alta, la problematica taxi, l’inizio a breve dei  lavori in degli Eroi, la del Polifunzionale, il cantiere Siena ad ed altre argomentazioni di indubbio valore  non potevano passare inosservate in momenti come questi, dove ci si interroga  sul futuro e sulla vivibilità dell’isola, chiedendo delle risposte a chi siede nel civico consesso. Un consiglio comunale che inizia male sin da subito. Inizia male perché non viene sollevata alcuna richiesta dai banchi della maggioranza, ma nemmeno da quelli dell’opposizione e da quello del del consiglio, di rispettare almeno un iniziale minuto di silenzio nel ricordo del giovane giornalista Antonio Megalizzi, ucciso con un proiettile alla testa nell’attentato terroristico compiuto ai mercatini di Natale di Strasburgo nello scorso 11 dicembre. Ed è veramente doloroso quando questo accade nel luogo dove operano le Istituzioni e proprio nello stesso giorno nel quale si svolgevano i funerali  del giovane reporter nella Cattedrale a Trento in un vero bagno di folla che porgeva, assieme al Mattarella e al premier Conte, l’ultimo saluto. Così, mentre divampa ad la polemica del presepe sì e del presepe no alla ringhiera comunale, sino a trasformarsi in una farsa all’isolana tra Don Camillo e Peppone, da quello stesso piano comunale si commette, l’errore gravissimo di omettere, collegialmente, comportamenti di rito, profondi, che dovrebbero invece  essere rimarcati in quanto espressione della vicinanza e solidarietà istituzionale a dolori troppo forti che non possono passare assolutamente in secondo piano. Fa male dirlo, ma bisogna farlo, senza alcun spirito polemico, ma soltanto perché la manchevolezza di oggi possa essere da monito per un futuro più attento, da parte di tutti. Si diceva di un consiglio comunale che ha prodotto pochi risultati per quanto riguarda la ricerca di vere soluzioni, e ciò è vero, in quanto gli argomenti presentati dalla minoranza all’ordine del giorno sono stati ritenuti dal Sindaco solo oggetto di discussione, quasi una “chiacchierata tra amici al bar” in quanto mancanti di proposta politica per poter procedere ad una votazione e quindi ad un deliberato amministrativo. La minoranza, nelle vesti del consigliere Trani, ha ribadito che i punti richiesti, proprio perché rappresentativi di tematiche complesse,avevano necessariamente bisogno di più step progressivi e che si riteneva opportuno conoscere, in quella seduta di consiglio, l’orientamento della maggioranza su tali argomentazioni. Noi possiamo aggiungere che intanto e finalmente se ne è parlato, conoscendo così alcuni risvolti importanti, come la scadenza a costruire nell’ex Siena nel prossimo mese di settembre, di un traffico che potrebbe essere snellito con dei sensi unici di marcia e con mirate rotatorie, di un nuovo aspetto che dovrebbe assumere Piazza degli Eroi  con i nuovi lavori, e che non avrebbe più al centro la sua bella aiuola circolare (godiamocela per l’ultimo anno) dove adesso svetta il grande albero di Natale, simbolo da sempre del periodo festivo natalizio nel cuore di . Che inoltre la cittadinanza, come ha stigmatizzato l’opposizione, non è stata invitata, da parte dell’Ente, all’informazione, con un incontro pubblico sulla trasformazione di un punto viario così importante del quale si vogliono restringere le carreggiate.

Il “comizio” di Savio nel consiglio comunale: ancora uno sbaglio.

Gennaro Savio, presente in aula, dirigente del PCIM-L ( comunista italiano marxista-leninista) ha chiesto anzitempo di parlare di alcune tematiche sociali, facendone richiesta al Presidente del consiglio, che gli ha concesso tale intervento nella fase conclusiva, sottolineando, lo stesso, che tale decisione era maturata assieme ai componenti della maggioranza e non solo individualmente. Vediamo questa concessione come uno sbaglio, il secondo, del quale si è reso colpevole il consiglio comunale nella stessa giornata, e ne chiariamo i motivi. Gennaro Savio, candidato alla carica di sindaco di Ischia alle scorse , si è presentato, con tanto di telecamera e piedistallo per argomentare in aula consiliare, non come libero cittadino, ma come dirigente di un partito, il PCIM-L quindi come forza politica che aveva da dire sulle scelte operate e da operare da parte dell’. Inevitabile chiedersi: qual è la legittimazione elettorale che permette ad un esponente politico, per l’appunto non legittimato dal consenso delle urne a rappresentare i cittadini del Comune di Ischia? è un dato politico importante che viola l’indirizzo dell’elettorato che appena 18 mesi fa ha fatto una precisa scelta per il governo del paese. Vi è poi anche da dire che un Sindaco dispone, per l’appunto, di un consiglio comunale, e se è vero che i primi cittadini vengono eletti in forma diretta dal popolo, è comunque anche vero che vi sono dei partiti a sostegno, attraverso i quali giungono alla carica di consiglieri coloro i quali siedono in giunta, da un lato o dall’altro. Gennaro Savio era, non come persona, non come cittadino, ma come esponente politico, il meno legittimato a prendere la parola nel civico consesso di giovedì scorso, foss’anche una soltanto, la motivazione. Buona fede, buonismo, l’avvicinarsi del Natale?  sottovalutazione dell’avversario, che invece scaldava i motori? cosa ha spinto la maggioranza e lo stesso Presidente Ottorino Mattera, su questa strada, che comunque ha celato, sotto la parola “democrazia”, un forte spirito di sopportazione, fino a quando lo stesso consigliere ed ex Sindaco di Ischia, Giovanni Sorrentino, è esploso, molto indispettito dal comizio, esordendo a voce alta: ” in 44 anni di presenza in consiglio comunale non mi era mai successo che qualcuno si mettesse a parlare dalla postazione del Sindaco”. Insomma, si è assistito ad uno spettacolo anomalo, irrituale, che, richiamando le parole rilasciate in una precedente intervista dal Presidente Ottorino, potrebbe definirsi  espressione di una forma di “bipolarismo”. Stavolta però i segnali contraddittori sono arrivati  proprio dalla vecchia guardia, quella sempre salda sin dall’inizio, che è andata, sindaco in testa, su e giù con il bisturi, per “tagliuzzare” il più possibile gli argomenti dei quali chiedeva argomentazione una minoranza legittimata a farlo, per poi permettere due ore dopo, ad una forza politica, bocciata alle precedenti elezioni, di “rappresentare” le problematiche del popolo, estrapolate da un foglietto apparso nelle mani dell’esponente politico. Ci chiediamo, utilizzando un termine desueto, quale “bottega” abbia commissionato tale rappresentanza, se la via democratica, quella delle urne, abbia dato tutt’altro responso appena pochi mesi prima.

Le argomentazioni del PCIM-L

Questo non significa che Gennaro Savio, dirigente del suo partito, non abbia affrontato dei problemi reali, dicendo cose giuste o meno giuste, alcune poco condivisibili per la verità, ma soprattutto portando temi da definirsi veramente fuori dal “seminato” in quanto non previsti nemmeno all’ordine del giorno del Consiglio. Ad esempio sulla tematica dei display luminosi delle ZTL (non prevista come punto di argomentazione) con le diciture “varco attivo” e “varco non attivo” delle quali egli chiede la variazione con “varco chiuso” e ” varco aperto”, possiamo facilmente opinare che si potrebbero solo aggiungere dei pannelli supplementari e che l’altezza del posizionamento degli attuali, da egli contestata, rientra in una normativa non soltanto nazionale ma anche europea. Anche sull’elevazione delle multe in via Antonio De Luca, zona Casalauro,(argomentazione non all’ordine del giorno), Gennaro dovrebbe ben ricordare i diversi episodi che vedevano soccombere un’ambulanza in soccorso perché ostacolata dalle troppe auto selvaggiamente parcheggiate lungo la strada. Non è forse vero che la memoria, serve proprio a chi se ne serve?